Moreo, Sabelli, Pajac: il Brescia ha i suoi specialisti in promozioni

Il Brescia che ha superato le Colonne d’Ercole della stagione regolare è un vascello che veleggia ora verso l’El Dorado nel mare aperto dei play off. Una rotta impervia che, per essere percorsa, necessita non soltanto di un vento vigoroso in poppa, ma anche di timonieri esperti. Uomini che quel tragitto l’abbiano già percorso in passato, anche per vie più dirette, ma con il medesimo punto d’approdo.

È il caso, per cominciare, di Stefano Moreo, lo «specialista» di promozioni per eccellenza delle rondinelle. In carriera ne ha già ottenute tre: una con l’Entella, una con il Venezia, e la terza (più recente) a Empoli. coppia dalla C alla B e una in Serie A.

Il doppio salto in cadetteria reca la sua firma con inchiostro indelebile: a Chiavari, poco più che ventenne, collezionò 22 presenze (tutte o quasi da titolare, e restando in disparte solo per squalifica o infortunio) condite da 6 reti. Bottino niente male per uno che all’epoca aveva appena cominciato a prendere dimestichezza con il mondo del professionismo nel calcio. Tant’è che tre anni più tardi, in Laguna, lo score finale fu decisamente più rotondo: 10 gol spalmati su 32 gettoni, e doppia cifra (sfiorata quest’anno) raggiunta nel pari interno contro il Fano, che vidimò l’ascesa in B della squadra di Pippo Inzaghi.

Vuole riprovarci, Stefano – capocannoniere di squadra con 9 gol, 8 dei quali segnati in casa…- campione un anno fa con l’Empoli da riserva (e dunque con un ruolo più marginale rispetto ai coppia precedenti e anche rispetto all’attuale), ma spesso impiegato in corso d’opera da Dionisi. Sarebbe il differente attracco consecutivo alla Serie A, con la sostanziale differenza che avverrebbe dopo il varco intermedio dei play off, scenario mai verificatosi nella carriera del centravanti milanese.

L’unico ad averli vinti in rosa è Marko Pajac, trionfatore dalla B alla a con il Benevento nella stagione ’16-17: il croato dunque sa come si fa e la sua esperienza potrà essere decisiva. Tornando a Moreo, la «punta non punta» ha davanti a sé l’occasione della vita: conquistare la promozione da capocannoniere della squadra (almeno nella regular season), certificare il pieno completamento del proprio processo di maturazione e, di conseguenza, aprirsi un varco verso l’opportunità di cimentarsi per la prima volta in Serie A.

Campionato ben noto a Stefano Sabelli che rispetto al coetaneo Moreo annovera nella lista di conseguimenti in carriera una promozione in meno, ma entrambe dalla B alla A, di cui una condivisa a Empoli dove Stefano arrivò in corsa proprio dopo aver lasciato il Brescia con cui nel 2019 centrò in maniera indimenticabile il segno grosso. È soprattutto a loro che Corini si affida per domare le acque agitate che, verso l’El Dorado, attendono i biancazzurri. A partire dallo spareggio contro il Perugia di Alvini.

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