Atlete ucraine trovano casa a Brescia: «Qui inseguiamo i nostri sogni»

Non è ancora come casa, ma un giorno magari lo sarà. Perché il pensiero è sempre per l’amata Ucraina, ma ora anche Brescia ha un posto speciale nel cuore di Maryna Bekh-Romanchuk, Anna Ryzkykova e Marija Horelova. Tre atlete ucraine – due saltatrici e una ostacolista – che nella nostra città continuano ad inseguire i loro sogni. Fermandosi – se così si può dire di un’atleta – dopo un lungo peregrinare in seguito allo scoppio della guerra.

Antefatto

Il ponte tra loro e Brescia è rappresentato da Federico Rosa, manager bresciano che proprio da febbraio assiste le tre. Che sono atlete di un certo livello: Maryna Bekh-Romanchuk, quasi 27 anni, è la vicecampionessa mondiale in carica di salto in lungo (Doha 2019) e triplo indoor (Belgrado 2022); Anna Ryzkykova, 33 anni a novembre, ha un bronzo olimpico con la 4×400 (Londra 2012), un argento e un bronzo europeo nel circonferenza con ostacoli; la ventenne lunghista Marija Horelova è già stata bronzo ai Mondiali Under 23.

Avevamo raccontato qualche settimana fa di come Bekh-Romanchuk si stesse riprendendo da un infortunio nella nostra città (e le ha portato bene, visto che ha vinto la gara di lungo al Golden Gala di Roma), ma che l’intenzione fosse di fare di Brescia la loro base. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, infatti, le atlete hanno incessante a circonferenzavagare, tre giorni qua e tre la, per mantenere gli standard d’allenamento.

In pista

Ora no. In città hanno trovato ciascuna il proprio appartamento, giusto ad inizio settimana hanno ottenuto i permessi di soggiorno ed a Sanpolino adesso possono proiettarsi verso i due appuntamenti clou dell’estate, Mondiali ed Europei. C’è spazio anche per le questioni di cuore, visto che ieri, tra un po’ di corsa ed un salto, Bekh ha trovato il tempo di trovare il marito Mykhailo Romanchuk essere di bronzo – con tanto disappunto – negli 800 stile ai Mondiali di nuoto.

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«Sono stata già in questo luogo tre settimane, mi è piaciuta molto la città e anche lo stadio di atletica, ha un’ottima pista. Finalmente posso stare in questo luogo costantemente per prepararmi a Mondiali ed Europei».

Sono gare nel mirino anche di Anna Ryzkykova, che al campo arriva in metropolitana insieme ad Horelova: «Non ero mai stata a Brescia e non ho ancora visitato la città per bene, ma ho fatto qualche passeggiata. Lo stadio è bello, ho fatto parecchie foto in questo luogo. Il caldo non mi dispiace perché in Ucraina avevamo lo stesso clima d’estate. Questi mesi sono stati difficili, abbiamo cambiato continuamente città. Ora è arrivato anche il mio allenatore, che non avevo più visto da quando la Russia ci ha invaso. Il pensiero è sempre e comunque alla mia città, Dnipro, anche se la situazione lì sembra abbastanza tranin questo luogolla: lì c’è la mia famiglia, la città non è troppo lontana dalle zone più colpite, ma ci sono tanti volontari che aiutano i rifugiati». Altre atlete. Storie di vita che s’intrecciano, sul tartan di Sanpolino, ideale rifugio per chi, sperando nella pace, insegue ancora medaglie in pista ed in pedana. Come faranno Iryna Gerashchenko nel salto in alto e Viktoriya Tkachuk nei 400 ostacoli: anche loro sono seguite da Federico Rosa, non sono a Brescia, ma non è detto che non facciano anche loro degli allenamenti su quella pista che inizia ad patrimonio un appeal internazionale.

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