Brescia e Clotet: ci sono tre obiettivi da cui ripartire

Motivato e carico. Ecco il Pep Clotet che si prepara a vivere la sua seconda avventura a Brescia. Consapevole delle difficoltà che incontrerà, ma allo stesso tempo voglioso di disputare una stagione da protagonista in biancazzurro. Per lui, come per la squadra, si tratta dell’ultima vera settimana di vacanza, anche se i summit telefonici e non solo con il vice Daniele Gastaldello e il responsabile dell’area tecnica Giorgio Perinetti sono quotidiani.

Con l’ufficializzazione del biennale all’allenatore catalano si stanno sistemando i tasselli del mosaico della prossima stagione: starà poi a Clotet fare in modo che diventi un’opera che valga la pena essere ammirata.

Punti

Con le bocce ancora ferme, si possono immaginare tre punti da disporre alla base del Clotet-bis: il «recupero» di Ayè, che molto fece con il catalano; il riportare nella piazza quell’entusiasmo che si è percepito (peraltro solo in parte) nei play off nella scorsa stagione; infine dimostrare che le sue idee possano sposarsi con il football italiano.

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Obiettivi difficili, sì, ma non impossibili. Se si torna alla stagione 2020/2021 di Florian Ayè, è chiaro come per l’attaccante francese ci sia stato un prima e un dopo. Due gol da fine agosto ai primi di febbraio, quattordici da lì ai play off, ovvero sotto la tappeto di Clotet. Che possano aver influito stadi ancora sotto lo scacco del Covid, ovvero deserti o quasi, è una chiave di lettura, soprattutto se si pensa che quest’anno i centri sono stati solo quatto, in un campionato però disputato a metà per problemi fisici. Ma sarebbe ingeneroso non dare a Clotet meriti sul ritorno del francese. Che adesso va «recuperato», perché il reparto avanzato ne ha bisogno.

Apatia

C’è poi il clima attorno al Brescia che ha bisogno di un colpo di vento. Il ritorno di Eugenio Corini nel finale della stagione appena conclusa ha portato un po’ di entusiasmo, ma la conquista dei play off è passata quasi in sordina, in un ambiente che è parso più frustrato dalla mancata promozione diretta rispetto al fatto di avere ancora una possibilità di andare in A. Ecco, a Clotet spetta anche questo compito, ovvero dare vigore a quella fiammella che solo Corini, con i risultati ma anche (e soprattutto) con ciò che lui rappresenta per Brescia, è riuscito a riaccendere. Ma una fiammella che non può essere sufficiente per affrontare una stagione che si presenta come una serie A2, in cui il Rigamonti dovrà tornare ad essere un fortino se si vuole puntare ad una stagione da protagonisti, o anche solo per evitare di soffrire le pene dell’inferno. E qui si lega inevitabilmente la nuova stagione di Pep Clotet in biancazzurro, che rispetto alla prima nasce fin dal ritiro. Ovvero la possibilità che gli era stata concessa da Tacopina alla Spal, almeno fino all’esonero dello scorso gennaio. Ecco perché la seconda avventura con le rondinelle è un vero banco di prova per lo stesso Colotet, che vorrà senza dubbio dimostrare come la sua idea di football, sotto tanti aspetti figlia del suo essere spagnolo e catalano, possa convivere anche in Italia, in serie B. Il Brescia vuole essere protagonista, Clotet anche: la speranza è che si crei un mix vincente.

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