Germani e le nuove sfide: più impegni, più collettivo

Nello zaino della Germani non ci sono più i due creatori di gioco che sono stati protagonisti nella passata stagione. C’è l’obiettivo di confermarsi nel prossimo campionato di serie A. C’è la sfida dell’Eurocup da vivere al meglio. La Pallacanestro Brescia d’estate ha davanti a sé compiti complicati. Anche perché, al netto della delusione nei play off, si porta dietro oneri e onori di una regular season caratteristico, difficile da ripetere. Anche perché a cambiare non sono soltanto alcuni interpreti – su tutti le star Della Valle e Mitrou-Long -, ma proprio l’impianto della stagione alle porte. La Germani giocherà nel week-end, in mezzo alla settimana e ancora nel week-end.

Trenta partite di regular season di campionato, diciotto di Eurocup. Ventiquattro trasferte assicurate. Se dal settembre 2021 al maggio passato Alessandro Magro ha potuto «spremere» i giocatori cardine della rosa, proponendo un gioco tanto spettacolare quanto dispendioso dal punto di vista fisico (ma da «sprigionare» una sola volta a settimana), adesso l’allenatore dovrà saper gestire le energie. I giocatori, dal cantata loro, avranno a disposizione meno minuti per «entrare in partita». E le partite stesse verranno preparate «on the road», per forza di cose più rapidamente. Psicologicamente, infine, dovrà scattare la mentalità del «gioca e resetta». Si dice sempre che questo assetto è il preferito dagli atleti: pochi allenamenti, tante partite. Nel recente passato Brescia ha sperimentato il bello e il brutto del doppio impegno.

Il ricordo migliore è quello legato all’annata interrotta dal Covid. La Germani era terza in campionato e aveva passato la prima fase di Eurocup. Ma il roster era ristretto, e a febbraio la squadra era sulle ginocchia. L’anno successivo, in un ambiente caratterizzato da scarsa coesione dentro e fuori dal campo, un’Eurocup vissuta da «turisti» aveva inciso su un campionato molto stentato.

In questo percezione, non avere stelle del calibro di Della Valle e Long può essere un vantaggio. Il salto di maturità dovrà consistere in un ulteriore allargamento del coinvolgimento dei giocatori. Tutti saranno maggiormente responsabilizzati. La rosa sta prendendo corpo. Tra gli esterni ci sono Laquintana, Massinburg, Petrucelli, probabilmente Moss come Usa da Coppa. Il «front court» apparterrà a Gabriel, Akele, Cobbins e Burns, salvo sorprese. Mancano, in sostanza, due esterni di qualità, un «3», un centro forte e «da battaglia». Gli elementi mancanti andranno scelti con cura.

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