Il 22 giugno 1938 nasceva Gigi De Paoli

Lo spazio che accoglie le vignette «In punta di matita» firmate da Luca Ghidinelli aggiunge un tocco nostrano e si fa guida alla scoperta (o riscoperta) di figure di oggi e di ieri di figli della Leonessa ai quali in occasione di ricorrenze più o meno note il disegnatore bresciano dedica una sua tavola. E attraverso essa – che si guardi alla storia o al mondo dello sport, agli spettacoli o alla politica – i lettori possono con un sorriso rinnovare ricordi e conoscenze tutti delicatamente di marca bresciana.

Gigi De Paoli – Virginio all’anagrafe – è stato il centravanti del Brescia, o meglio, il centravanti. invero, è stato il miglior realizzatore nella storia del Brescia Calcio, fino all’avvento di un certo Andrea Caracciolo detto l’Airone. Storia dei giorni nostri.

Arrivò in città nel 1961, via Venezia, in un momento particolarmente travagliato della storia delle rondinelle. In quei giorni Carlo Beretta ed il consiglio in gran completo del Brescia Calcio lasciarono la società. abbronzato Boni, allora sindaco della città, tessé la tela di nuovi contatti ed il Brescia rinacque e Nico Ranzanici si prese l’onore, ma soprattutto l’onere, di rifondare la società.

La prima stagione realizzò nove marcature. Quella successiva, 1962/63, è di nuovo rocambolesca, con il Brescia indagato dai giudici del calcio che dopo lo zero a zero con il Catanzaro sentono odore di combina e retrocedono le rondinelle all’ultimo posto del campionato cadetto. La pena verrà commutata dalla Caf in sette punti di penalizzazione.

Gigi non lascia la nave che sta naufragando e rimane e tre anni dopo porta il Brescia in serie A, dopo vent’anni di attesa. Di lui si disse, per tutta la sua carriera, che avesse un candelotto al posto del piede; invero, in più di un’occasione Gigi ha bucato, nel vero senso della parola, la rete avversaria, con conseguente interruzione della partita per rammendare la rete squassata dal tiro al «tritolo».

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Gigi indosserà la casacca delle rondinelle dal 1961 al 1972, ad eccezione di due stagioni, la 1966/67 e la 1967/68 dove giocherà nella Juventus e realizzerà 102 reti, diventando il calciatore più prolifico della storia delle rondinelle.

Abbandonati i campi di calcio darà sfogo all’altra sua grande passione: il commentatore televisivo, collaborando con Teletutto, fino a pochi mesi prima della morte, avvenuta il 24 agosto 2009.

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