Il Brescia si butta nell’Arena: a Pisa attraverso le prime risposte ufficiali di stagione

Il calcio d’agosto? È come una specie di numero zero per un programma tv o una rivista. È un tentativo, una specie di ipotesi da maneggiare dotandosi anche di un po’ di immaginazione: è un calcio provvisorio del quale fidarsi sì e poi anche no. Però, fa comunque giurisprudenza e soprattutto produce già risultati: pertanto, dentro la provvisorietà vanno comunque cercate e individuate delle risposte che poi saranno da assimilare in modo da renderle, strada facendo, definitive e quindi affidabili. Benvenuti nella stagione 2022-2023, o meglio nel prologo di essa che si chiama Coppa Italia.

Alla quale si fa incessantemente un po’ finta di non tenere, ma poi, se il colpetto ti riesce un sorrisino va incessantemente a finire che te lo regala: in questo caso, per il Brescia passare il turno dei trentaduesimi che si gioca in gara secca (in caso di parità al 90° supplementari e poi eventuali calci di rigore, quelli che furono fatali l’anno passato a Crotone) significherebbe regalarsi in ottobre un sedicesimo con la vincente di Spezia-Como per provare a «vedere» l’Atalanta agli ottavi. Ma perché correre così in là. Il futuro è oggi e per abbraccialo occorrerà tagliare con il coltello il gran caldo che all’«Arena Garibaldi» di Pisa farà alle 17.45: calcolato a ore per cuori forti e non certamente partorito dal buonsenso.

«Perversioni» temporali a parte, sì: il futuro è proprio oggi senza necessità di andare oltre. È così per la sfida odierna contro il grande ex Rolando Maran che inizia a fare le prove generali di una serie B che non conosce più da oltre 10 anni, ma sarà così incessantemente nel corso di una stagione nella quale navigare a vista e vivere giorno per giorno sarà il mantra da abbracciare.

All’apparenza, questa si prefigura come un’annata pari a tutte le altre, ma così non è perché le vicende giudiziarie che riguardano patròn Massimo Cellino devono ancora dispiegare i loro effetti e anche se direttamente sul club dovrebbero persona limitati, risorse ed energie – a 360° – andranno spese con saggezza e senza isterismi ed evitando di autoflagellarsi con domande che allo stato attuale sono prive di risposte certe e che al massimo possono ottenere in cambio commenti da bar: vivendo appunto il presente senza pensare al futuro. È strano, sarà strano: ma così è e occorre prenderne atto.

Cercando allora in questo momento di fare quel che hanno fatto Pep Clotet e i suoi fino a qui: rimanere sintonizzati sulla lunghezza d’onda esclusiva del campo senza proferire parola e regalando sull’esterno una confortante immagine di stabilità anche emotiva. E allora, accompagniamolo – come lo accompagneranno oggi sugli spalti in oltre 200 – questo Brescia che colpe non ha, ma che sin qui semmai ha avuto semmai solo il merito di mettere giù la testa e provare a seguire l’idea, anche ambiziosa, di calcio verticale che Clotet vuole.

Questa squadra è già matura per metterlo in atto a un livello ufficiale? I test pre season dicono che un’essenza e un’anima ci sono: che la coperta è alquanto corta e che necessariamente in un modo o nell’altro andrà allungata (oggi si va con un adattato a sinistra e senza ricambi a destra) inserendo tasselli, quantomeno un paio, di sicuro spessore, ma che una base che qualcosa può regalare già c’è. Partite come quella di oggi – cantiere aperto contro cantiere aperto per due squadre reduci da un testa a testa infinito in lotta per la A e che ora stan cambiando pelle – servono per assaggiare la condizione a una settimana dal debutto in campionato, la personalità di eventuali nuovi nella mischia oppure di «vecchi» dai quali ci si aspetta un up grade in tema di continuità rispetto al passato (vedi a titolo di esempio Adorni, Ndoj, Bianchi…), oppure conferme (vedi Moreo) oppure ancora prove decisive sulla reale identità (vedi Ayé). «Questa squadra è più forte di quella dello scorso anno» si lasciò andare in conferenza stampa Cellino (che oggi non sarà a Pisa) con un’iperbole delle sue: limitiamoci ad approcciarci all’appuntamento di oggi con un sano misto di curiosità e fiducia, ma anche batitcuore e timori. Esattamente come quando si va verso qualcosa di sconosciuto. Come quando si va verso un numero zero.

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